Il Territorio
Il Fiume

La Flora - Lungo l’ultimo tratto del fiume Sangro ed alla foce (che
insiste sul territorio di Torino di Sangro) sono presenti delle
fasce di vegetazione ripariale con Populus alba, Populus nigra,
Salix alba, Alnus glutinosa, Salix triandra. Questi lembi di vegetazione,
nonostante siano degradati ed esegui, sono importanti per la rarità
con cui si presentano nel nostro territorio. Alla foce si osservano
un fragmentato con popolamenti quasi monospecifici di Phagnites
ed un bel aggruppamento di Tipha minima pianta relativamente rara
e localizzata in Abruzzo. A circa un chilometro dallo sbocco del
mare, in pratelli erbosi e radure di querceti e roverelle, il prof.
Tommaro ha rinvenuto Romulza Columnae. Inoltre in questo ambiente
è stato rinvenuto Linum maritinum che qui raggiunge il limite meridionale
di distribuzione lungo il versante adriatico. Quest’ultima è una
specie molto rara causa le numerose bonifiche che hanno interessato
questi ambienti. La lecceta di Torino di Sangro rappresenta un patrimonio
vegetale di enorme rilevanza sia dal punto di vista paesaggistico
che per l’importanza litogeografica. Infatti, in questo consorzio
forestale, ultimo relitto locale di foresta mediterranea, si ritrovano
associazioni vegetali di derivazione balcanica, che testimoniano
collegamenti tra la penisola italica e quella balcanica.
La Fauna - Il tratto della foce del fiume Sangro è relativamente
ben conservato. Tra gli alberi che ornano le rive del fiume, le
cannucce e le rive degli stagni trovano rifugio, durante i passaggi
migratori, numerose specie d’uccelli acquatici anche rare come il
Cavaliere d’Italia (simbolo della LIPU), il Falco di palude, il
Suaso piccolo, le Beccacce di mare, il Cormorano, che sverna soltanto
sulle antistanti scogliere frangiflutti ecc. Anche uccelli rarissimi
in Abruzzo, come la Chiandaia marina ed il Ruccione, frequentano
saltuariamente la zona (quest’ultima sembra addirittura nidificante).
Ben più comune e nidificante è il Martin Pescatore ed il Topino.
Il Mare

A ridosso di Torino di Sangro vi è una fascia costiera che si estende
per sei Km circa di spiaggia suddivisa in arenile
"Le Morge" e ghiaiosa
"Costa Verde" con fondali ideali per la pesca subacquea, con colline
che si affacciano sul mare pieno di boschi secolari, una situazione
siffatta non è riscontrabile in altre località limitrofe. Questo
determina un notevole afflusso di persone, specialmente durante
il periodo estivo. I turisti che giungono da ovunque soggiornano
nei camping, molti sono anche i pendolari provenienti dall’entroterra.
La Lecceta

La Riserva Naturale Regionale “Lecceta Litoranea di Torino di Sangro”
è stata istituita con L. R. n. 67 del 19.12.2001 ed è estesa 175
ettari. L’area, che comprende la foce del fiume Sangro (fra le più
belle e meglio conservate della Regione), è sovrastata da un bosco
misto in cui domina la lussureggiante macchia mediterranea. Per
il suo notevole interesse vegetazionale, nel 1971 il bosco è stato
inserito fra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli
di protezione della Società Botanica Italiana e successivamente
tutelato con la Legge Regionale della Flora n. 45/79. L’area boscata,
che si estende ad angolo tra l’ultimo tratto del fiume Sangro in
prossimità della foce e la costa adriatica, si sviluppa su di un
territorio in realtà molto più ampio di quello della Riserva. Si
tratta di uno dei pochi boschi litoranei relitti sull’Adriatico,
impiantato su arenarie del pliocene che si estende dal livello del
mare fino a circa 115 m di quota e forma un unicum ambientale con
le ampie fasce ripariali del Sangro. La specie arborea dominante
è il
leccio (Quercus ilex) a cui si associano la
roverella (Quercus
pubescens) e l’
orniello (Fraxinus ornus), mentre nei settori più
mesofili con esposizione settentrionale è presente il
cerro (Quercus
cerris) ed un ricco sottobosco dominato da densi tappeti di
edera
(Hedera elix). Lo strato arbustivo è molto ricco di specie, con
un’alta densità di individui. Al leccio e alla roverella si associano
il
carpino orientale (Carpinus orientalis), il
sanguinello (Cornus
sanguinea), la
rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens), il
biancospino
(Crataegus monogyna), il
ligustro (Ligustrum vulgare), il
pungitopo
(Ruscus aculeatus). Interessante è la presenza dell’
alaterno (Rhamnus
alaternus), della
liquirizia (Glycyrrhiza glabra) e del
lentisco
(Pistacia lentiscus). Troviamo poi con una certa abbondanza specie
rampicanti come la
salsarapiglia (Smilax aspera) e la
robbia selvatica
(Rubia peregrina) mentre nelle zone più degradate della lecceta
vegeta l’
ampelodesma (Ampelodesmos mauritanicus) che conferisce
all’ambiente un aspetto di steppa litoranea. Questo bosco riveste
grande importanza anche per la fauna: oltre agli uccelli acquatici
che frequentano la foce del Sangro ed il litorale adriatico, nella
folta vegetazione mediterranea trovano rifugio numerosi uccelli,
sia durante il periodo riproduttivo che nei periodi di passo. Le
specie più interessanti sono i silvidi tra cui la capinera (Sylvia
atricapilla), l’
occhiocotto (Sylvia melanocephala), la
sterpazzolina
(Sylvia cantillans), il
canapino (Hippolais polyglotta) oltre a
numerosi piccoli uccelli più comuni come le
cince (Parus sp. pl.),
lo
scricciolo (Troglodytes troglodytes), ecc. Raramente sono state
osservate nei pressi della foce, durante il periodo di passo, specie
interessanti come la
pispola golarossa (Anthus cervinus) mentre
nelle aree marginali del bosco è nidificante l’”esotico”
gruccione
(Merops apiaster). Tra le altre classi di animali meritano una certa
attenzione i rettili con la presenza del geco verrucoso (Hemidactilus
turcicus), del
geco comune (Tarentola mauritanica) e soprattutto

della
testuggine terrestre (Testudo hermanni): il bosco rappresenta
infatti l’unica area certa nella nostra regione dove questa tartaruga
vive e si riproduce. La specie arborea dominante è il leccio (Quercus
ilex) a cui si associano la roverella (Quercus pubescens) e l’orniello
(Fraxinus ornus), mentre nei settori più mesofili con esposizione
settentrionale è presente il cerro (Quercus cerris) ed un ricco
sottobosco dominato da densi tappeti di edera (Hedera elix). Lo
strato arbustivo è molto ricco di specie, con un’alta densità di
individui. Al leccio e alla roverella si associano il carpino orientale
(Carpinus orientalis), il sanguinello (Cornus sanguinea), la rosa
di San Giovanni (Rosa sempervirens), il biancospino (Crataegus monogyna),
il ligustro (Ligustrum vulgare), il pungitopo (Ruscus aculeatus).
Interessante è la presenza dell’alaterno (Rhamnus alaternus), della
liquirizia (Glycyrrhiza glabra) e del lentisco (Pistacia lentiscus).
Troviamo poi con una certa abbondanza specie rampicanti come la
salsarapiglia (Smilax aspera) e la robbia selvatica (Rubia peregrina)
mentre nelle zone più degradate della lecceta vegeta l’ampelodesma
(Ampelodesmos mauritanicus) che conferisce all’ambiente un aspetto
di steppa litoranea. Questo bosco riveste grande importanza anche
per la fauna: oltre agli uccelli acquatici che frequentano la foce
del Sangro ed il litorale adriatico, nella folta vegetazione mediterranea
trovano rifugio numerosi uccelli, sia durante il periodo riproduttivo
che nei periodi di passo. Le specie più interessanti sono i silvidi
tra cui la capinera (Sylvia atricapilla), l’occhiocotto (Sylvia
melanocephala), la sterpazzolina (Sylvia cantillans), il canapino
(Hippolais polyglotta) oltre a numerosi piccoli uccelli più comuni
come le cince (Parus sp. pl.), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes),
ecc. Raramente sono state osservate nei pressi della foce, durante
il periodo di passo, specie interessanti come la pispola golarossa
(Anthus cervinus) mentre nelle aree marginali del bosco è nidificante
l’”esotico” gruccione (Merops apiaster). Tra le altre classi di
animali meritano una certa attenzione i rettili con la presenza
del geco verrucoso (Hemidactilus turcicus), del geco comune (Tarentola
mauritanica) e soprattutto della testuggine terrestre (Testudo hermanni):
il bosco rappresenta infatti l’unica area certa nella nostra regione
dove questa tartaruga vive e si riproduce.